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MARTA PACHON RODRIGUEZ
Martha Pachón Rodríguez nasce in Santa Fe de Bogotà, Colombia nel 1967, si diploma in Belle Arti all’Università Surcolombiana di Neiva nel 1995.
Ha iniziato la sua carriera come docente di Educazione Artistica nel 1990, proseguendo fino al 2000, presso l’Istituto Superiore INEM di Neiva, Colombia.
Contemporaneamente, dal 1996 al 2000 ha insegnato Scultura e Progettazione presso l’Università Surcolombiana e, dal 1997 al 1999 è stata docente di Teoria del Colore e Dipinti sui Tessuti alla Facoltà di Desing e Moda della "Corporaciòn Universitaria" di Neiva.
Si trasferisce in Italia e si perfeziona all’"Istituto d’Arte per la Ceramica" di Faenza, acquistando la specializzazione in Gres e Porcellana.
Presente in molte esposizioni, soprattutto all’estero, in Colombia partecipa a "Fauna Mitica" (1995), "Salòn Regional de Artistas" (1998). A Cuba alla mostra "Ceremonias de Palabras" (1997). In Luxemburgo partecipa alla "Biennale de la Sculture en Ceramique" (2002 e 2004). In Egitto al "6° Cairo International Bienale for Ceramics" (2002). In Spagna al "Concours International de Ceramica L’Alcora" (2002) e in Francia al "Festival Européen des Arts Céramiques" in Sain Quentin La Poterie (2004) e con la mostra "Containers and Mantles", L’Evenement Gallerie a Vallauris (2006), "Oggetti della Seduzione" Galleria Terre Rare di Bologna, Italia (2007), "Oggetti della Seduzione" Galleria Venti Correnti di Milano e Museo Carlo Zauli di Faenza, Italia (2008), partecipa al Art Residence di FLICAM Fule International Art Museum in Fuping, Cina e al International Ceramic Competition in Mino, Giappone, alla Fiera Internazionale di Ceramica Conetmporanea di Zaragoza, Spagna e si presenta con la personale "HILOS" nella Banca di Romagna a Faenza, Italia (2008).
Ha ricevuto molti premi e borse di studio e lavoro artistico dall’Italia e dalla Colombia.
2008: Premio Bronzo al International Ceramic Competition Mino- Giappone, 2007: Terzo Premio, Concorso Internazionale "Ceramica e il corpo umano" Faenza-Italia 2006: Primo Premio Concorso Nazionale "Ceramica e il Corpo Umano", Faenza – Italia, 2003: Menzione Speciale, XXXVI Concorso Internazionale per la Ceramica, Gualdo Tadino – Italia, 2000: Primo Premio e Borsa di Lavoro, Istituto d’Arte per la Ceramica, Faenza – Italia, 1999: Primo Premio, Fomcultura Arte Contemporaneo, Neiva – Colombia, 1998: Primo Premio alla Scultura, Salòn Regional de Artistas, Neiva – Colombia.
Oggi vive e lavora a Fognano (Ravenna).
Fin dagli esordi i lavori di Martha si sono caratterizzati per una raffinata armonia di mezzo e di poetica. La terra, madre a volte rude ed impietosa, è stata coniugata a significati che richiamano dimensioni oniriche ed ancestrali, in una ricerca paziente di nuovi linguaggi anche sperimentali. Da qualche anno il suo lavoro si rivolge all’indagine della femminilità a 360 gradi, creando intime installazioni, ovvero profonde riflessioni dedicate all’universo femminile, tra erotismo e passione, preconcetto e fantasie, il tutto affrontato con semplicità e raffinatezza. Ecco allora i Pizzi impudici, il risultato di una ricerca sul territorio, un’indagine fatta a Fognano, suo paese d’adozione, dai racconti di vecchiette che negli anni della loro giovinezza trovavano nella produzione dei pizzi, un mezzo di affrancamento sociale. All’epoca andare a Firenze a consegnare i manufatti prodotti, significava per una ragazza di paese, la libertà. Ecco allora che la forma intima femminile scelta dall’artista, racchiude storie di vita, racconti di amori nati e vissuti in difficoltà, ma anche vicende felicemente concluse. Sono percorsi intrecciati, memorie lontane, rivissute oggi in morfologie concettuali. Il mistero dell’erotismo si rintraccia negli "Oggetti della Seduzione", piccoli contenitori che sprigionano energie misteriose legate ad una dimensione onirica della passione e a tutte le fantasie che il termine "seduzione" induce: desiderio, conquista, possesso, gioco...
Ancora il ricordo e la dimensione femminile del gesto nei “Viaggi” grandi e piccoli vasi contenenti serigrafie di stoffe provenienti da tutto il mondo: l’artista rivive in questa installazione i suoi ricordi di bambina quando una vivace nonna le raccontava storie legate alle stoffe che i suoi conoscenti approdando in Colombia, le portavano in dono da oltreoceano.
La scelta della porcellana come linguaggio porta in sé una connotazione di preziosità: questo “oro bianco”, come anticamente definito, porta un nuovo messaggio nella poetica dell’artista, che giunge dopo l’uso della terracotta e del gres come forme espressive.
Ci dice la stessa artista: "Esistono molti tipi di impasti. Dopo aver cercato per diversi anni e fatto molte prove, mi sono imbattuta negli impasti fornitimi dalla Sibelco Italia di Maranello ed in particolare sono rimasta molto soddisfatta dei risultati ottenuti con i K121, 126 e 127, facili da reperire ed acquistare vicino ai centri ceramici. Il vantaggio maggiore è che sono molto plastici e danno l’opportunità di lavorare sia con pezzi di grandi dimensioni che con pezzi di piccole dimensioni; danno solidità alle grande costruzioni e permettono di modellare piccoli dettagli in piccole sculture o gioielli.
Con questi materiali si possono ottenere un'infinità di superficie diverse e sono anche riuscita a fabbricare ingobbi molto belli.
La loro essicazione è sicura, usando adeguatamente le tecniche di modellato e non danno problemi di deformazione o rottura, sia nell’essicazione che in cottura.
Permettono di lavorare con differenti temperature e ottenere colorazioni diverse".
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